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Il golfo delle balene

Il golfo delle balene



Tra i cinque milioni e il milione e ottocentomila anni fa – periodo definito Pliocene – argille e sabbie si sono depositate sul fondo del grande bacino marino e oggi sono rocce compatte. Il tempo che ha formato le caratteristiche geologiche del luogo è al di fuori delle nostre percezioni. Granello dopo granello, alle pendici degli Appennini, già si gettavano le basi della splendida Città d'Arte che Castell'Arquato è oggi. La stessa arenaria dal caldo colore del sole, ricca di fossili, su cui sono costruiti i suoi gioielli architettonici proviene è figlia di quel mare antico come le calcareniti utlilizzate per costruire edifici pubblici e privati.

Questo splendido e vitale ambiente marino subì un collasso, lento ma inesorabile nel Messiniano. Nel momento in cui venne meno la comunicazione tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico iniziò l'evaporazione delle acque del mare. Si formarono allora "depositi evaporitici" la cui traccia resta nello sgorgare di fonti bicarbonato-solfuree-salso-bromoiodiche nella zona (in particolare Bacedasco).

All'inizio del Pliocene, cinque milioni di anni fa, si ristabilì il contatto tra Mediterraneo e Oceano Atlantico. Le acque tornarono a defluire nel bacino padano e si ristabilirono condizioni climatiche più calde di quelle abitualmente presenti a queste latitudini. Non vivevano qui solo alghe, organismi microscopici o molluschi: spinti dalle correnti vennero a morire nella rada di Castell'Arquato molti cetacei che furono sepolti dai depositi argillosi e fangosi. L'abbondanza di ritrovamenti di scheletri dei grandi cetacei che nuotavano in questo antico tranquillo braccio di mare fa parlare di "golfo delle balene".

Così il primo motivo di interesse della zona di Castell'Arquato, viene dall'affioramento di sedimenti marini. E quel mare era più vivo che mai, lo testimoniano le numerose specie giunte fino a noi sotto forma di resti fossili.

La Riserva Naturale Geologica del Piacenziano (stratotipo geologico tra i 3,5 e 2,5 milioni di anni, Pliocene medio-superiore) è stata istituita a tutela degli affioramenti pliocenici del bacino padano, una delle nove sezioni i cui è suddivisa è quella compresa tra Lugagnano e Castell'Arquato.

Molti degli importanti ritrovamenti sono visibili nel museo Geologico G.Cortesi allestito nei locali dell'antico ospitale di S.Spirito.




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